Mi avvicinai per caso al mondo del BDSM molti anni fa. Un amico di allora, durante un noioso e freddo sabato invernale, decise di portarmi con sè ad una “festa” alla quale era stato invitato. Lui sapeva benissimo dove stavamo andando mentre io non lo sospettavo nemmeno…
Arrivammo in un locale non aperto al pubblico. Mancava un’ora a mezzanotte quando entrammo. Lui salutò quelli che riconobbi essere i “padroni di casa”. Lo conoscevano bene, lui non era nuovo di lì. Qualche istante per le presentazioni del caso, evidentemente aveva avvisato che avrebbe portato qualcuno con sè.
Fummo dentro in pochi minuti. La luce non era molto forte. Era una festa tra pochi amici.
C’era la coppia dei padroni di casa, un’altra coppia sulla quarantina e una ragazza più giovane.
Non feci nemmeno in tempo a realizzare cosa succedeva. Le ragazze vennero spogliate e lasciate nude per la stanza.
Io ovviamente mi eccitai molto, chiesi al mio accompagnatore cosa stava sucedendo e dove mi avesse portato ma prima che mi potesse rispondere sentii il rumore di una pacca. Una donna era stata fatta inginocchiare e veniva sculacciata a turno.
Ricordo perfettamente i colpi che arrivavano e i suoi gemiti di dolore ma ricordo anche che più i colpi arrivavano duri e più il gemito iniziava a diventare un rantolo di piacere soffocato.
Quella sera non feci nulla se non guardare. In me però si accese una lampadina. Fu come se si aprisse un sipario su uno spettacolo che già conoscevo, ma allora non ero seduto in platea come sempre ma potevo vederlo con gli occhi di chi recitava.
Lì capii.
