Regole e modello

Il mondo BDSM è sicuramente permeato da una ferrea disciplina e da regole precise. Si trovano diverse pagine di letteratura su quali debbano essere i comportamenti che i vari attori, nei ruoli che rivestono, devono tenere. Si può trovare ciò che è canonico e ciò che rientra negli schemi — insomma, tutti i riferimenti per costruire il “modello” in maniera precisa e dettagliata.

Non è mia intenzione mettere in dubbio queste regole. Vorrei solo riflettere su come questo modello viene poi calato nella realtà. Tutto ciò che i manuali ci dicono deve essere applicato alla vita che viviamo. Durante questa operazione ci si confronta con il proprio essere, con le proprie esigenze e i desideri che ciascuno di noi ha in quanto essere umano, creando un mix unico e sempre diverso degli ingredienti della ricetta originale, che dà origine a torte mai uguali tra loro.

Personalmente ritengo perfettamente lecito che ognuno deformi questi canoni come crede, creando a volte situazioni che possono contrastare con i comandamenti originali. Anzi, la penso in modo ancora più netto: l’idea che il BDSM debba per forza seguire rituali e modelli precisi per essere considerato tale mi sembra una sciocchezza. Ogni cosa va adattata alle persone che la vivono, in base a come loro vogliono viverla, non al contrario.

E se il risultato finale si allontana da quello che i manuali chiamerebbero “vero BDSM”? Chi siamo noi per giudicarlo? Ognuno ha diritto di vivere ciò che vuole, come vuole, senza doversi giustificare con nessuno.

D’altronde i tempi cambiano, le mode e i costumi cambiano. Quello che oggi è lecito, cent’anni fa non lo era; tra cent’anni chissà cosa si dirà di quello che oggi consideriamo normale. Niente è scritto nella pietra, tantomeno le regole di un gioco che vive di persone reali, non di manuali.

Lascio quindi a chiunque la libertà di definirsi master, slave, dom, sub o qualsiasi altra cosa creda. Lascio che il BDSM sia approcciato e interpretato da ciascuno come meglio crede per sé.

Chiedo solo di comprendere che non si tratta di un giochino, di una moda, di uno status symbol. A parte questo, modificate pure il modello come volete: è vostro, e sta a voi deciderne la forma.