Il valore della nudità

La dominazione deve necessariamente passare per la nudità e, di conseguenza, per la violazione sessuale? Credo che ancora oggi, nonostante siano cambiati costumi e abitudini, la nudità sia ancora il mezzo per compenetrare totalmente l’anima di una persona. Essere messi a nudo non ha tanto un valore fisico quanto psicologico e mentale. Niente vestiti significa niente barriere, niente che separa il nostro io più intimo, quello che magari cerchiamo di non esporre all’esterno perché non vogliamo mostrare la nostra parte più fragile. Ritengo quindi fondamentale che, durante la sottomissione, uno dei primissimi atti da compiere sia spogliare completamente la persona che si sottomette, per coglierla in pieno, nella totalità del suo corpo senza vestiti, in tutte le pieghe più nascoste, sia esso perfetto che imperfetto. Il corpo deve essere perfettamente conosciuto dal master, che ha il dovere di esplorarlo per intero fino a conoscere ogni reazione di causa-effetto che può essere provocata. Chi domina deve sapere esattamente cosa accade alla persona che a lui si affida, per ogni tocco o sfioramento. Sappiamo che ogni stimolo provoca piacere, dolore, eccitazione… a seconda di dove e come viene portato. Il master ha il dovere di saperlo esattamente, così come la slave deve mostrare ogni sua parte, ogni suo recondito orifizio, senza filtrare nessuna reazione, lasciando fluire le sensazioni senza ritegno. Proprio questa parte può a volte essere difficile, perché in questo caso si mette allo scoperto, sotto le luci dei riflettori, il proprio io.