L’ossimoro della slave

L’ossimoro è una figura retorica che accosta due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro.
Nel BDSM mi capita spesso di vederne e di viverne alcuni. Sebbene esistano regole e canoni che cercano di descrivere e inquadrare aspetti peculiari, spesso questi si scontrano con la realtà e la complessità delle persone, che non può sempre essere categorizzata con semplicità e rigore.
Penso in particolare al ruolo della sottomessa-schiava in tutte le sue sfumature di crescente “dedizione”. Questo accade spesso in chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. I meno superficiali si documentano leggendo articoli, forum e letteratura specifica per capirne di più, per capire se stessi e trovare il proprio ruolo.
Poi decidono di mettersi davvero in gioco e cercano la persona che le completi. La idealizzano e cercano di tradurre l’idea in aspetti concreti. Ed ecco che appaiono annunci di sedicenti schiave pronte ad annullarsi davanti al padrone ricercato, con una serie infinita di vincoli, paletti, condizioni e caratterizzazioni.
È davvero questa l’immagine della slave? È normale vincolare così la ricerca di un padrone? Cosa è davvero importante, quindi?
In molte ricerche sembra che l’attenzione sia posta non tanto sulle doti morali e, mi si conceda il termine, “professionali” di un master, quanto sulla sua capacità di aderire a un canone estetico o garantire una relazione sentimentale futura.
Qual è quindi il vero obiettivo di chi cerca? Il BDSM o qualcos’altro?
Occorre approfondire l’analisi e chiedersi cosa si cerca veramente, perché solo così si ottiene la soddisfazione desiderata. Per quanto il BDSM possa essere a volte una moda, credo che le persone abbiano tutte il diritto di trovare davvero quello che cercano, per arrivare a un equilibrio soddisfacente e appagante.
Lasciamo da parte le categorie, e cerchiamo di essere sinceri al massimo con noi stessi per capire cosa vogliamo veramente. Le persone poi si incontrano e si conoscono proprio per approfondire la conoscenza di sé.
La natura umana è troppo complessa per essere imbrigliata in regole e teoremi. Auguriamoci tutti di trovare qualcuno che ci aiuti in questa indagine.